giovedì 28 febbraio 2013

Testo argomentativo Dorotea


Argomento: l’amore sacro e l’amor profano.

La parola “amore” ha tantissime forme e significati. Lorme e significati. ’amore è un sentimento molto forte che si prova nei confronti di qualcuno e che riesce a unire due persone. In certi casi è considerato il sentimento più bello, in altri il più brutto perché ci mette in dubbio come persone, ci fa sentire inutili e di conseguenza ci porta alla sofferenza e al pentimento per aver amato qualcuno. Fin da sempre si è parlato di amore attraverso le poesie e le opere, noti esempi sono l’amore tra Paolo e Francesca nel V canto dell’Inferno e tra Beatrice e Dante, narrato da quest’ultimo nelle poesie più significative all’interno della Vita Nuova. Tutt’ora l’amore e i sentimenti si esprimono attraverso la musica, l’arte e la recitazione. L’amore si distingue in “amor sacro” e “amor profano”. L’amore sacro è quello divino, ossia rivolto a Dio ed impone il rispetto delle regole religiose. Nello Stil Novo l’amore ha un’altissima forma di spiritualità che si esprime anche solo con la visione della donna, considerata una creatura rara, un angelo dotato di numerose qualità, che diveniva il tramite tra Dio e l’uomo. Una simile concezione è quella dell’amore mistico, il terzo stadio dell’amore nella Vita Nuova, che interpreta questo sentimento per la donna come una forza che innalza l’animo per ricongiungersi con Dio. In questo caso il poeta più significativo che rispecchia il concetto di amore sacro è Guido Cavalcanti con il sonetto “Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira”. Il tema principale è quello della lode alla donna, il poeta è privo di strumenti per descriverla, ecco il motivo per il quale essa diventa una creatura miracolosa e viene paragona alla Vergine Maria. L’uomo è attonito, non riesce a parlare ed esprime ciò che la donna gli suscita attraverso un sospiro. Essa viene paragonata a Dio perché è l’essere infinito e assoluto e l’uomo non ha una mentalità tale da poter descrivere la donna. L’amore profano si oppone all’amore sacro, è un amore umano e terreno considerato dalla chiesa fonte di peccato. Nella lirica cortese  la donna veniva vista come fonte di cortesia perché ingentiliva gli animi di coloro che fossero in contatto con essa. L’amore cortese fissa alcuni aspetti: l’uomo si pone a un livello di inferiorità rispetto alla donna amata, presentandosi come suo umile servitore; l’amore è inappagato in quanto l’uomo non chiede nulla in cambio dell’amore della donna; l’amore è adultero ossia visto solamente come un contratto. Anche Dante nel V canto dell’Inferno fa riferimento all’amore profano, egli racconta infatti la storia di Paolo e Francesca, due cognati che in preda alla passione tradiscono il marito di lei, che gli uccide. 

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